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Ragione emotiva

Visione basata su letture e studi personali

 

Per sviluppare il pensiero collettivo, ossia pensare in un’ottica in cui non solo stiamo bene noi ma anche gli altri che ci stanno intorno, è necessario risvegliare la mente emotiva (controllata dall’emisfero destro del cervello). Le persone crescono solo dal punto di vista professionale (mente razionale – emisfero sinistro) e l’anima viene trascurata. Questa è la causa di tutti i mali: dalle relazioni personali al rapporto tra Nazioni.

Un individuo razionale è coscienzioso, ossia riflette le regole collegate all’ambiente in cui vive a prescindere se quello che segue o quello in cui crede sia davvero utile alle proprie esigenze oppure se faccia davvero parte di noi. È un individuo che produce, cioè segue un percorso già sperimentato. Ciò non toglie la possibilità che possa mettersi in discussione, ma questo già significa un primo approccio alla  percezione.

 

Un individuo inconscio/emotivo agisce più secondo il proprio sentire e tende ad essere più creativo; si fa domande su ciò che lo circonda, quindi può apparire meno sicuro proprio perché è in fase di elaborazione, sperimenta altre vie, volendo conoscere se stesso (come essere umano) e questa sua formazione personale la trasfigura nell’Arte. Ha un altro tipo di abilità: la “sensibilità”, composta dal verbo «sentio» = sentire e dal sostantivo «habilitas» = disposizione, attitudine, quindi abilità/attitudine nel sentire.

La parte creativa e dei sentimenti è facile da sabotare, basta non rispettare il processo crono-biologico dell’individuo, proponendogli un rigido e schematico sistema educativo,  il quale sviluppa in lui precocemente l’emisfero sinistro del cervello.

 

Per me l’essenza dell’essere umano risiede nell’inconscio, quella che si chiama, secondo me, sfera spirituale. La ragione dovrebbe servire a mettere in atto, dal punto di vista pratico quello che sente la persona. Purtroppo, il nostro sistema scolastico mira più a sviluppare la parte razionale e, quindi, formare individui che producono (sono di conseguenza in quantità nettamente superiore), rigidi e calcolatori; questo porta, molte delle volte, ad una competizione inevitabile tra le persone ed è lo stile su cui si basa la moderna civiltà occidentale. Se si riuscisse ad incrementare la funzionalità della parte destra, ossia l’emotività, la creatività, anche l’approccio con noi stessi e con gli altri sarebbe diverso. 

 

L’emotività tende più a comprendere, ad ascoltare, a collaborare. Queste sono tutte attitudini che dovrebbero essere potenziate, ma che alla fine vengono represse di forza per poi fuoriuscire in seguito sotto forma di energia negativa, magari espressa di nascosto (la cosiddetta maschera). La maschera è il volto che si dovrà indossare per vivere nell’ambito sociale, ma può accadere che, a lungo andare, la maschera diventi il volto originale. Ciò porterà a compromettere le relazioni a cui noi teniamo, anche se ci illudiamo che non accada, poiché tratteremo i nostri vicini alla stessa stregua dei lontani, l’Ego si interpone e non permette una vera comunicazione.

 

Eraclito sosteneva che «la realtà è un processo in continuo divenire». Solo con la percezione, l’intuito e la spontaneità sarà possibile coglierne il senso; non sono cose campate per aria, ma le basi da cui partire per sviluppare una consapevolezza maggiore, per ascoltare e comunicare meglio, creare relazioni più solide e perché no, vivere in armonia anche sul luogo di lavoro, slegandosi dal bisogno di interesse personale, e iniziare a muoversi verso una concezione basata sul Noi, dal momento che viviamo insieme sotto lo stesso cielo.


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