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La società della contraddizione

 

L’uomo dovrebbe fermarsi un attimo. La nostra mente è dualistica (cioè basata sulla doppia morale); quello che vale per me non vale per gli altri… non si riesce più a percepire qual è la realtà e tutti questi comportamenti contraddittori che acquisiamo, queste affermazioni false che facciamo, iniziano a far parte di noi e diventare la normalità. Purtroppo, applicato all’unisono dalla stragrande maggioranza delle persone, questo sistema di pensiero provoca il caos.

 

 

L’uomo e le sue contraddizioni

 

L’uomo è un animale sociale, ma nei fatti “considera solo i problemi che rientrano nel proprio campo visivo”, in una sola parola: è egoista (nel senso secondo cui pretende che l’altro debba vivere la vita secondo i propri gusti e le proprie abitudini), aggettivo che non va d’accordo con il significato profondo del sintagma «società sociale»;

 

ogni uomo insulta i propri politici, ma nel suo piccolo ruba ed imbroglia egli stesso, quindi si comporta alla stessa stregua dei carnefici, giudicandoli immorali, forse per invidia di non poter essere al loro posto… questo ci fa notare come la situazione sia preoccupante, perché, essendo fatti della stessa pasta, qualsiasi rivoluzione sarebbe inutile visto che verrebbero sostituiti ladroni con ladroni, ma con un volto differente e la situazione non cambierebbe;

 

l’uomo cura le malattie, ma non le previene, infatti gli istituti medici di sanità, le commissioni mediche, le comunità scientifiche sono focalizzate più sulla cura e quindi sulla ricerca di farmaci e apparecchiature mediche, piuttosto che sulla prevenzione e su uno stile di vita più sano;

 

la Religione rappresenta gli interessi dei poveri, e infatti mantiene, nello stato di povertà,  tutti quei paesi di cui noi vediamo solamente qualche immagine, altrimenti non avrebbe ragione di esistere; solo una'esigua quantità di denaro va ai poveri, allo scopo di mantenerli in uno stato minimo di sopravvivenza, così come gli antichi sovrani mantenevano gli schiavi ad una soglia di vita molto bassa (il minimo indispensabile), perché su di loro si manteneva il potere. Come sosteneva Terzani, «è l’uomo che ha fatto Dio a sua immagine e somiglianza, non il contrario», per giustificare le sue malefatte;

 

da una parte si parla di crescita e di sviluppo, dall’altra la scuola rimane retrograda nei metodi e nelle strutture. Mette, come diceva A. Neill, «teste vecchie su giovani spalle». Chi dice che la creatività non possa essere la chiave per “creare” nuovi posti di lavoro, oppure creare una comunità, una grande comunità in cui i soldi non sono visti più come il “fine”, ma come lo “strumento” per poter vivere insieme? Peccato che l’insegnamento scoraggia la creatività degli individui;

 

l’uomo è un animale monogamo, ma tradisce il proprio partner a destra e a manca; forse si dovrebbe rivalutare la vera natura dell’uomo, visto che non si sa niente della sua storia (secondo Louis-Ferdinand Cèline), e sono d’accordo. 

L’uomo è in grado di poter amare, molti lo affermano, ma fuori dal rapporto con il proprio partner sono pronti a scotennare il prossimo, come se quell’amore di cui parla fosse completamente scomparso. Ma se amiamo una persona non dovremmo essere amorevoli anche con gli altri? Se amiamo qualcuno non dovremmo scoprire un’altra dimensione di pensiero in cui dire, “si può vivere in modo diverso”? L’amore non si dovrebbe espandere a macchia d’olio? E questo ci collega al prossimo punto;

 

perché considerare alcuni animali “di affezione” e altri come cibo? L’amore dovrebbe comprendere tutte le forme viventi che esistono sulla terra. Hanno creato l’Albero della Vita. Della vita o della morte? Morte di centinaia di alberi Veri, per costruire la metropolitana M4 che porta all’Expo. 

 

Per strada non si rispettano le norme, un pedone sta per essere investito da un autista e gli bestemmia contro, in seguito quello stesso pedone, da autista, fa la stessa cosa che ha subito, non per vendetta, ma perché il comportamento scorretto ormai si è sedimentato nella persona e lo riconosce solo quando lo subisce sulla propria pelle. Il poliziotto che multa chi commette l’infrazione e poi passa con il rosso appena ne ha l’occasione.

 

Ultimo punto, ma se ne potrebbero elencare altri, dicono che «la poesia è da sfigati», e poi allo stesso tempo dedicano frasi poetiche ai loro partner mentre passano più della metà del tempo sui social, senza accorgersi che la poesia stessa risiede nel sentimento. Solo in quel caso si è poetici, in tutti gli altri casi, fuori dalla relazione, la poesia viene trattata con indifferenza o con disgusto. 

 

 

Questa è la società schizofrenica in cui viviamo.

 

L’uomo, come sosteneva Pasolini, «non sa più chiedersi chi sia, dimentica di riflettersi, di mettersi in discussione. Va creato allora lo stato di emergenza». Cos’è lo stato di emergenza? Consiste nel fermarsi un attimo e riflettere in tutti i settori, «riflessione» vuol dire consapevolezza. Tutto questo articolo non è altro che una grande antifrasi. L’antifrasi è una figura retorica che parla di qualcosa, descrivendo il suo contrario. Questo articolo si basa su un unico e grande campo semantico, in cui la parola chiave è ConsapevolezzaConsapevolezza vuol dire trascendere il bisogno ossessivo di abbattere il nostro vicino, e provare a vivere in base a principi più spirituali e, quindi, sviluppando il pensiero collettivo; questo significato lo troviamo nel contrario di tutti i punti descrittivi elencati.

 


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