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La notte delle streghe

 

La notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre rappresenta, per il calendario celtico, il capodanno, ossia la fine dell'estate e l'inizio della stagione morta. Non tutti gli studiosi concordano sulle origini di questa festa, tant'è vero che alcuni associano questa ricorrenza alla  "notte delle streghe", famosissima espressione che rimanda alla parola «sabba», interpretata dai cristiani come "diabolico congresso". In antichità, invece, la cosiddetta stregoneria era legata alle credenze pagane della fertilità («pagano» deriva dal latino pagus, «villaggio»), che avevano lo scopo di assicurare l'abbondanza nei raccolti e la prosperità del bestiame. Infatti, erano venerati sia la dea lunare, Diana o Ecate protettrice dei raccolti e della fertilità, sia un dio satiro legato alle selve e alla natura, già raffigurato dall'uomo preistorico nelle caverne, e più tardi identificato come Pan. Prima del solstizio d'inverno, cioè il Natale, Halloween era l'ultima di una serie di feste riguardanti l'attività agricola e pastorale, e queste cadevano ogni tre mesi: 2 febbraio Candelora, 30 aprile Valpurga, 1 agosto Lammas, 31 ottobre Samhain, oggi nota come Halloween.

Dunque, sotto luce della dea bianca, e a ritmo della coinvolgente melodia di Pan, si ballava, e si ballava abbondantemente e sfrenatamente: la parola «sabba» deriva dal greco sabathein che vuol dire, appunto, «danzare», e richiama l'ebrezza delle baccanti, le sacerdotesse ballerine delle feste dionisiache. Tali feste, definite sabos, si organizzavano in onore di Dioniso, divinità analoga a quella dell'antica Tracia, Sabazio, nel cui nome troviamo la medesima radice di «danzare». In questo contesto scopriamo tre tipi di ballo: famosa la ridda, un ballo in cui i partecipanti si disponevano in modo circolare tenendosi per mano e, di spalle al centro del cerchio, ruotavano verso sinistra; un altro ballo era la farandola, in cui uomini e donne, sempre prendendosi per mano, formavano un lungo serpente* che, a ritmo di musica del suo pifferaio, strisciava per le strade e le case dei villaggi (non a caso il serpente costituiva l’emblema della conoscenza nelle culture antiche); infine, la volta, ossia il ballo in coppia tra uomo e donna, considerato l'antenato del valzer. La danza in sé per sé era giudicata in modo negativo a quei tempi, soprattutto quella irregolare e smodata, e i cristiani non si risparmiarono nel giudicare queste feste come manifestazione di dissolutezza e, pertanto, un prodotto del demonio; anche il valzer, prima che i musicisti viennesi lo diffondessero in tutto il mondo, era considerato immorale.

Quando, dopo il concilio di Costantino prima, e l'editto di Teodosio poi, il cristianesimo iniziò ad attecchire diventando Religione di Stato, esso si diffuse pian piano nella capitale e in tutta Europa. Tuttavia, la religione non ebbe vita facile nei villaggi: qui gli abitanti sono ancorati in modo più saldo alle tradizioni, e una maggior fede nell'autenticità dei valori li sostiene. Così la gente, nonostante tutto, seguitò a ingraziarsi gli dèi come Pan e Diana, oppure continuarono a rivolgersi a stregoni e indovini, per sperare in un futuro più prospero; di conseguenza, la Chiesa delle origini, laddove non poteva abolire queste radicatissime usanze, furbescamente sovrappose significati cristiani alle antiche celebrazioni, così Samhain divenne la festa di Ognissanti e la Festa del Sole, sulla quale c'è da fare un piccolo discorso a parte, fu fatta coincidere col Natale.

Per favorire questo processo di sincretismo, gli anni delle persecuzioni subirono una battuta d'arresto, soprattutto durante il governo di Carlo Magno, il quale proibì che le donne venissero condannate come streghe. Purtroppo, nel XIII secolo la situazione si rovesciò completamente perché nuove sette cosiddette eretiche "compromettevano" il primato religioso della Chiesa, la quale, per evitare che i culti stranieri si tramutassero in nuove e "minacciose" eterodossie, spianò la strada al tribunale dell'inquisizione e alla tristemente famosa "caccia alle streghe".

 

 

(Articolo elaborato dai contenuti dell' «Enciclopedia dei misteri» di Alfredo Castelli)

 

 

 

 

1/11/2019

Francesco Petruzzelli

 

 

 

 

 

* Alcune leggende narrano che gli uomini, quando erano a contatto con gli déi nella mitica Età dell’oro, riuscivano a percepire misteriose correnti terrestri che scorrevano sottoterra. Per alcuni, queste potrebbero avere a che fare con lo Yin e lo Yang, il principio degli opposti sul quale si basa tutto l’Universo, per altri, si tratterebbe della forza tellurica che si muoveva nel sottosuolo di tutto il pianeta. Questa energia  procede a zig zag secondo una direttrice, ed è associata al caduceo di Mercurio, il bastone della sapienza attorno al quale si avvolgono due «serpenti», che forse serviva a controllarla. Nei punti di snodo dove queste correnti si incrociano, la forza tellurica si amplifica, e proprio in tali zone sono stati eretti megaliti sacri alla dea Madre, la Terra, e fungono sia da accumulatori d'energia, sia da antenne in grado di diffondere la stessa verso l'esterno. Anche le imponenti cattedrali gotiche sono state costruite nei vari punti laddove queste correnti si incontrano, trasformandosi in veri e propri ricevitori di forza solare, proveniente dal cielo, e di forza lunare, che scaturisce dalle viscere della Terra.

 

 

 

 


Giusquiamo - Google Immagini

Nel Medioevo, le donne solevano cospargere il manico di una scopa di un particolare unguento proveniente da piante erbacee - come ad esempio Hyoscyamus niger/giusquiamo nero, belladonna ecc. -, costituito da potenti alcaloidi che venivano assorbiti dalle mucose vaginali, dopo essersi infilate il bastone nel loro sesso. Ebbene, queste sostanze chimiche provocavano effetti allucinogeni tali da indurre la donna in uno stato di trance ad occhi aperti, regalandole, difatti, una piacevole ed immediata sensazione di volo.


 

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