Parole in fuga vol. 11

 

Tra le manifestazioni che la Aletti editore ha ideato, Il Premio Poesia Inedita Parole in fuga è quello che ha il nome più suggestivo, che rimanda a una immagine cristallina: la diserzione non delle emozioni o dei sentimenti, ma delle parole, in un'epoca in cui il vociare, il rumore di fondo, il luogo comune, stanno occupando spazi sempre più ampi.

I liberi pensatori, i poeti, sono costretti a confrontarsi giornalmente con la claustrofobia delle idee, contro la quale c'è un solo rimedio, quello di abbandonare la piazza dove tutti sostano in maniera magmatica e indistinta, a favore di un percorso più solitario, ma certamente più autentico.

 

(Dalla prefazione di Giuseppe Aletti)

 

La poesia non ha bisogno di termini, che presentano oggetti precisi e circoscritti, ma di parole che, nella loro ricchezza semantica, destano emozioni e suggeriscono ulteriori elementi.

Ricollegandoci a Leopardi, che metteva in evidenza, nella sua poetica, tale distinzione, possiamo capire il significato del titolo dell'antologia, che racchiude testi ispirati ad un tema così incisivo  e adatto all'iniziativa, promossa dalla casa editrice Aletti.

Ma come mai le parole sono in fuga?

 

(Dalla prefazione di Alessandro Quasimodo)

 

 

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Dedicato a... Poesie per ricordare vol. 17

 

In questa antologia, Francesco Petruzzelli, insieme ad altri due autori, pubblica una poesia che si intitola «Graal», tradotta in Georgiano da Nunu Geladze, la più importante traduttrice della Georgia, curatrice di tutta l'opera di Dato Magradze, già ministro degli esteri, autore dell'inno nazionale, già due volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.

Inoltre, la poesia «Graal» è risultata finalista dell'omonimo concorso.

 

Scrivere poesie è un sintomo che qualcosa è già accaduto,  un distacco o una perdita, un ritrovato slancio nel rincontrare il giorno, una cicatrice che ci fa ricordare la ferita subita, la rievocazione per le persone o i luoghi dove siamo stati in pace in un tempo sospeso.

Sono stato sempre colto di sorpresa dalla nostalgia, arriva senza preavviso, la percepisco dalle contrazioni dello stomaco, dal corpo che diventa un discolo vivace che risponde solo a se stesso.

 

(Dalla prefazione di Giuseppe Aletti)

 

 

Scrivere e leggere poesie è un modo di curarsi. Il mondo è un po' sfiatato e scrivere e leggere è il tentativo di portare la nostra vita sulla via dell'intensità. 

Io credo che i mali dell'anima non vadano spenti con cure chimiche. In realtà noi siamo fatti per fiammeggiare. Il nostro corpo vuole una vita erotica, eroica, non ci vuole convalescenti ancora prima di ammalarci. Quando facciamo cose leggendarie, almeno per noi, l'angoscia ci evita, la depressione si prosciuga. Siamo un luogo asciutto e ventilato, siamo lucidi e lucenti. Scrivere e leggere aiuta a non far cadere polvere sull'anima.

 

(Dalla prefazione di Franco Arminio)


Il Federiciano 2019 - Libro Amaranto

 

In questa antologia, l'autore pubblica la poesia  «Torno a esserci», risultata finalista al concorso "Il Federiciano 2019".

 

Come ha scritto Philip Roth nel suo bel saggio 'Perché scrivere' i lettori non ci chiedono opere d'arte ma conforto e aiuto; ed è quello che noi abbiamo fatto tutti insieme, quelli che si sono iscritti in undici anni al premio Il Federiciano - decine e decine di migliaia di poeti da tutto il mondo -; quelli che sono riusciti a essere presenti al festival - decine di migliaia ogni anno, quelli che sono partecipi a questa antologia. Ci siamo confortati e aiutati a vicenda, confermando di anno in anno la nostra vocazione nel celebrare la scritta parola e il verso in particolare. Trovare un nostro porto franco, dove poter scorrere e discorrere senza sentirsi diversi, ma diseguali tra pari. La verità è che non servono grandi mezzi, servono grandi idee. Come dice sempre il mio amico Mogol: 'Il segreto è osare'.

 

(Aletti Edizioni)

 

 

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Il Tiburtino 2020

 

In questa antologia, l'autore pubblica la poesia «La Gorgone e Afrodite», risultata finalista al concorso "Il Tiburtino 2020".

 

La poesia è l'acqua che sgorga all'improvviso dal nostro cuore in mezzo al deserto della nostra vita, per darci la forza di esistere, di combattere le avversità, di volare nell'immensità dell'infinito e, infine, sognare. Là dove non esistono barriere, odio, paure.

 

(Dalla prefazione di Hafez Haidar)

 

 

La raccolta poetica il Tiburtino, che accoglie i testi dei poeti partecipi a questa pubblicazione, elegge la convivenza civile a ganghero esistenziale; gli autori accettano con entusiasmo l'idea di incontrare uomini e donne diversi e complementari, ognuno con la propria necessità espressiva, ma tutti dediti a testimoniare il proprio arco vitale. «Il poeta offre parole che cercano la forma negli occhi del lettore»

 

(Dalla prefazione di Giuseppe Aletti)

 

 

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