Alcune domande di Nunu Geladze sulla poesia «Graal» tradotta e pubblicata in georgiano nell’antologia «Dedicato a… poesie per ricordare – Volume Andromeda»

 

L’anno scorso, quando ricevetti la menzione di merito per l’antologia “Dedicato a… Poesie per ricordare - volume Andromeda” [siamo nel 2020] legata all’omonimo concorso, la casa editrice Aletti mi pubblicò la rispettiva poesia con cui partecipai a quella gara, intitolata «Graal», per di più insignito di un ulteriore premio, vale a dire la traduzione del testo in georgiano, da parte della professoressa Nunu Geladze. Nunu Geladze è la più importante traduttrice della Georgia, curatrice di tutta l’opera di Dato Magradze, il due volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Laureatasi in Filologia all’Università statale di Tbilisi, giornalista e scrittrice, nonché insegnante di italiano in Georgia, ha ottenuto svariati riconoscimenti per il sostegno ai gemellaggi culturali tra l’Italia e il suo Paese. È raro che spieghi in prosa il significato dei miei testi, tuttavia, quella volta, feci un’eccezione, poiché a chiedermelo fu proprio la dottoressa Geladze. Per me fu un grande onore e una grande emozione l’essere contattato da un’intellettuale di tale calibro, ad ogni modo, considerato che avrebbe dovuto tradurre la mia poesia dall’italiano al georgiano, e volendo [lei] il più possibile restare fedele al significato del componimento, evitando di tradire il testo, mi chiese alcune spiegazioni sul contenuto dei versi coi quali decisi di candidarmi. Qui di seguito, riporto la poesia e sotto le spiegazioni circa il suo significato, richieste con interesse dalla dottoressa Geladze:

 

«Graal»

Allegria

allegria

 

qui, la tempesta persiste

e le nuvole

non vogliono andarsene via.

 

Mi preparo da uomo nel presente

per diventare divinità nel futuro,

questo è ciò che ho in mente.

 

Anche se lungo la via

sovrasterà il gelo,

prenderò il sogno

con queste mie mani

di conquistare il cielo.

 

1. Il titolo della poesia è graal? Se è così, che nesso c'è tra Sacro graal e contenuto della poesia?

In quest’opera il graal è il simbolo stesso della Poesia, non ha nulla a che vedere col significato cristiano. Il graal, o coppa, è l’oggetto esoterico della conoscenza - oltre alla spada, alla lancia, alla pietra -, che costituisce un sorta di ponte tra l’uomo e la divinità. La Poesia, quindi, è conoscenza di se stessi e del mondo, e si identifica con questo oggetto simbolico. Il contenuto del testo parla dell’effetto della parola poetica su chi la pratica, che ha il potere di trasformare, proprio come chi possiede la coppa preziosa, intesa come archetipo del sapere. Possiede una facoltà assolutamente alchemica.

 

2. Il poeta si prepara a diventare = farsi la divinità?

La Poesia viene identificata con la coppa o calderone (graal) perché l’opera che il poeta va a produrre ha la stessa valenza di una donna che partorisce un figlio, ossia una proroga della propria vita, un tentativo di vincere la morte e tentare l’immortalità, il bisogno di non essere dimenticati (cioè i caratteri tipici della divinità). Infatti, Il calderone o coppa sta a indicare, in senso esoterico, il grembo fecondo della Grande Madre, portatore di vita e di abbondanza, la speranza che tutto non si esaurisca con la morte, ma attenzione, non in senso cristiano. Dunque, la Poesia ha l’importante funzione alchemica di trasformare l’uomo, che si trova nella condizione di uomo/bestia (uomo privo poesia, immerso nel presente), in uomo/dio (uomo poetico, evoluto in senso morale, ciò che diverrà in futuro), ossia permette di sviluppare quelle qualità interiori (sentimenti, fantasia, immaginazione) che in condizioni normali non si manifesterebbero. Se non si manifestano, l’uomo resta bestia. Tutto ciò viene espresso nella seconda strofa, coi seguenti versi: 'mi preparo da uomo nel presente/per diventare divinità nel futuro… ' Raggiungere questa condizione è l’obiettivo, il sogno.

 

3. Il poeta vuole conquistare il cielo con le mani? In che modo?

La tempesta, le nuvole, il gelo che incombono sono metafore che indicano la vita precaria e dolorosa dell’uomo, la condizione dalla quale il poeta tenta di uscire al fine di elevarsi e attribuire un significato in più alla vita, per poi trasmettere tale significato ai posteri. E come? Continuando a scrivere. Questo è il sogno del Poeta, e prenderlo con le mani vuol dire concretizzarlo, renderlo reale. Conquistare il cielo vuol dire raggiungere quella condizione prima descritta e proiettarsi nel futuro, vincere la morte attraverso la Poesia, conquistare una sorta di gloria alla Petrarca, ovverosia l’alloro, Laura, l’amore per il sapere.

 

4. Con la parola Allegria, lei evoca la gaiezza e lo stato d'animo gioioso?

I primi due versi 'Allegria/ allegria' stanno ad evidenziare tutto ciò che l’uomo deve costruire o raccontarsi (le illusioni) per distogliere lo sguardo dalle amarezze della vita, cioè la tempesta e le nuvole, di cui si parla subito dopo nella seconda strofa. In altre parole, viene indicato l’immediato contrasto tra l'apollineo, cioè le illusioni e la gioia, che vengono messe in campo al fine di tutelarci; e il dionisiaco, ciò che la vita effettivamente è, ovverosia desolazione, non - sense, lotta dal punto di vista della Natura.

 

Qui termina il mio intervento. Spero che quanto scritto possa aver suscitato interesse, e che abbia catturato un po’ la vostra attenzione, dicendovi qualcosa in più su di me e sul mio “scrivere”, perché, come ho già detto più volte, la poesia permette di conoscere se stessi e l’ambiente in cui si vive, per poi, prendere quella conoscenza (la materia prima), trasformarla in versi (prodotto finito) e diffonderla al popolo come il bene più prezioso, sotto forma di arte e di mistero. Inutile dire che per me i testi fregiati di segnalazioni e di onorificenze acquisiscono più valore, e quello di cui abbiamo parlato prima, con la traduzione in georgiano della professoressa Geladze, è uno di questi. Chissà, magari arriverà anche al cuore di qualche georgiano solitario, appassionato di poesia e di filosofia, e se nel caso qualche vertigine emotiva dovesse attraversare il suo corpo (mentre legge la mia poesia) facendogli dire «Allora ci sono altri matti come me, nel mondo», allora sarò riuscito nel mio intento, dando conferma, d’altro canto, a ciò che Nunuka disse in un video, e cioè che il popolo italiano è il popolo più amato dai georgiani.



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